Domani nella battaglia pensa a me

Domani nella battaglia pensa a me
Javier Marías ci porta a riflettere sulla morte, su chi resta e su i suoi sentimenti.
Titolo Domani nella battaglia pensa a me
Titolo originale Mañana en la batalla piensa en mí
Autore Javier Marías
1ª ed. originale 1994
Lingua originale spagnolo
Genere romanzo
Pagine 292
Tempo di lettura 10 – 11 ore
Parole 126000 

 

Domani nella battaglia pensa a me è una storia incentrata sul tema della morte e sui sentimenti di senso di colpa di chi rimane vivo.

La vicenda narrata da Victor Francés, sceneggiatore, si svolge a Madrid e incomincia la notte in cui Marta Téllez lo invita a cena nel proprio appartamento. Insieme a loro c’è anche il figlio di lei, che ostacola la loro notte di sesso, perché non vuole andare a dormire, come se sapesse ciò che sta per succedere, ovvero lei ha un malore e muore. Victor le rimarrà accanto senza avere il coraggio di guardarla in faccia, l’ultima cosa che vedrà sarò la sua nuca.

Domani nella battaglia pensa a me

Siamo così catapultati nei sentimenti e nelle emozioni del protagonista, Victor, con il suo flusso di pensieri e paure.

Javier Marías racconta la storia con una lieve sfumatura di giallo: la storia incomincia con un morto e prosegue con una serie di indizi e dettagli disseminati qua e là.

Inizialmente Victor tenta di rintracciare il marito, Eduardo, che in quel momento si trova a Londra, ma poi lascia perdere e lascia la casa, almeno fisicamente, perché mentalmente sarà fermo a quel momento per tutta la durata del romanzo. Cercherà di delineare la costellazione di amicizie e parentele della defunta, ricostruendo il passato della donna, ma anche il suo.

Al centro del romanzo, oltre il tema della morte del modo come essa venga vissuta e accettata nella sua imprevedibilità, ci sono anche i rapporti di coppia per lo più colmi di doppiezza e inganno.

La fine del romanzo è un sospiro di sollievo per il protagonista, che ascoltando il racconto di Eduardo è come se capisse che la sua posizione è molto meno vile di quella che si aspettava e che anzi era uno spettatore in un mare di bugie e in questo modo può lasciare la casa.

Ciò che è sorprendente è come nonostante gli individui cerchino costantemente di creare relazioni alla fine si trovino soli.

La frase Domani nella battaglia pensa a me è la maledizione che il fantasma della regina Anna scaglia al re, responsabile della sua morte, nel “Riccardo III” di Shakespeare. Questa frase ripetuta più volte nel testo non solo rende sempre presente Marta, come se lei fosse un fantasma nella mente di Victor, ma esplicita il suo dramma psicologico, il suo senso di colpa: quello di essere ancora vivo e di essere stato incapace di salvarla. Lui l’ha solo accompagnata alla morte.

Il bambino, in questo contesto, che non può parlare, perché ha solo due anni sembra l’esemplificazione della modernità del linguaggio sulla morte. La morte è indicibile, indescrivibile.

Il romanzo è stato molto apprezzato dalla critica e dal pubblico e ha vinto il premio Romulo Gallegos e il Prix Femina Etranger.

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